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Covid-19, vaccini e terapie: l’intervista de “La Verità” a Mario Melazzini

Medico, ricercatore, membro del management board dell’Ema e AD di ICS Maugeri S.p.A.: Mario Melazzini è prima di tutto un uomo di scienza a cui non piace parlare tanto per fare “l’opinionista” e preferisce esprimersi solo con dati certi alla mano. Ciò che meno tollera rispetto all’esperienza della pandemia è l’eccessiva esposizione mediatica che non ha fatto altro che dare adito a paure e false speranze, oltre che alimentare le argomentazioni dei no vax. “La comunicazione è importante. Laddove non hai una certezza di interpretazione di dati occorre rimandarla. Non è stato fatto”, ha commentato. Questo riguarda tanto la durata della copertura vaccinale, che in molti avevano presentato come “a lungo termine”, quanto i bollettini giornalieri dei contagiati e dei morti, che secondo l’AD di ICS Maugeri S.p.A. dovrebbero ambire alla “trasparenza totale”, spiegando per bene i dati forniti. “A parlare dovevano essere in pochi, e titolati”, rimprovera.
In merito all’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 e alla possibilità di vaccinare i bambini dai 5 ai 12 anni, Mario Melazzini afferma che se fosse dipeso da lui, avrebbe “messo l’obbligo vaccinale per tutti subito dopo l’estate”, o perlomeno “per le categorie che per motivi professionali hanno contatti con il pubblico”. In quanto ai bambini, “da medico, esperto di sanità pubblica e da cultore della materia, ma anche da genitore, e da nonno,” – dice – “penso che i bambini devono essere vaccinati. È un problema di sanità pubblica. Possono essere potenzialmente vettori”, ricordando però che non sono solo loro il problema, per cui “è inutile demonizzali”. A chi invece continua ad accusare il vaccino di non proteggere dal contagio, risponde che “l’obiettivo prioritario è sì evitare la contagiosità, ma anche la prevenzione di manifestazioni cliniche ed effetti severi. E questo è avvenuto”.
Passando invece al tema “terapie”, Mario Melazzini prova a fare il punto della situazione. “L’antivirale orale della Merck da poco approvato, se preso entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi riduce l’ospedalizzazione del 30%. A breve arriverà anche quello di Pfizer, con risultati ottimi: -90% di ospedalizzazione. Anche il remdesivir è stato recentemente autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco: per i soggetti non in ossigenoterapia ad alto rischio il farmaco può essere utilizzato fino a 7 giorni dai sintomi. Il trattamento, per via endovenosa, dura 3 giorni”, spiega. Per quanto riguarda le monoclonali, sebbene gli anticorpi monoclonali sembrino essere efficaci contro la variante Delta, non tutti lo sono contro Omicron, ma per avere dati certi bisognerà attendere ancora. Uno spiraglio di luce sembrerebbe provenire da una ricerca effettuata sull’anticorpo monoclonale bebtelovimab, sviluppato da Abcellera e Ely Lilly, che a quanto pare neutralizzerebbe “efficacemente Omicron e le altre varianti”. Mario Melazzini conclude riportando che attualmente “Lilly sta lavorando per ottenere un’autorizzazione di emergenza”.

Per maggiori informazioni:
https://www.laverita.info/zittiamo-i-virologi-dovrebbero-parlare-solo-quelli-titolati-mario-melazzini-lintervista-2656416723.html

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