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Servizi di sanificazione, possibili infiltrazioni mafiose: il commento di Lorenzo Mattioli (Confindustria Servizi HCFS)

Da sempre in Italia gli eventi eccezionali rappresentano un’occasione ghiotta per la criminalità organizzata. E la pandemia scaturita dal Covid-19 non sembra fare eccezione. Secondo il quarto e ultimo rapporto dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi, mafia, ‘ndrangheta e camorra hanno numerosi interessi a conquistare spazio in quei settori che oggi sono in crescita per via dell’emergenza sanitaria. Uno degli esempi più lampanti segnalati dal report riguarda il mercato delle sanificazioni. Rischi sui quali Lorenzo Mattioli, Presidente di Confindustria Servizi HCFS e ANIP Confindustria, ha provato a porre l’attenzione fin dai primi mesi dello scoppio della pandemia: “Destano preoccupazione le notizie diffuse in questi giorni sulle possibili infiltrazioni nel settore della sanificazione da parte di entità criminali che approfittano della crisi di interi comparti per dirottare interessi e risorse su quelli avvantaggiati dall’avvento del Covid. Sanificazione, igiene e pulizia rappresentano tipologie di servizi che non si fermano e non si possono fermare: soprattutto le sanificazioni hanno conosciuto un enorme sviluppo agevolato anche dalla scarsa regolamentazione. Regolamentazione che non assicura una gestione professionale delle sanificazioni, attività oggi più che mai fondamentale per la sicurezza delle persone: “Da mesi come federazione denunciamo il far west nel mercato delle sanificazioni, causato dall’arrivo improvviso di operatori anche senza i requisiti di legge, a cui non fa da barriera la presenza di regole certe che garantiscono la professionalità dei servizi. Oggi le analisi degli organi investigativi purtroppo ci danno ragione − ha dichiarato Lorenzo Mattioli − rendendo ancora più necessaria l’istituzione di un albo o di strumenti chiari di certificazione, nonché lo stretto controllo sui requisiti morali, economici e tecnici di chi opera nella sanificazione, baluardo per la difesa di persone e luoghi dal rischio infettivo in questa pandemia”.

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