Rassegna Stampa

Giovanni Lo Storto: start up e prove sul campo, la rivoluzione targata luiss Storto

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il direttore generale Giovanni Lo Storto: abbiamo creato incubatori d’impresa per dare sostanza alle idee innovative

Hanno creato un’applicazione capace di abbattere le file d’attesa negli uffici pubblici attraverso un biglietto virtuale che permette di arrivare alle poste o all’anagrafe o ancora in banca e compiere immediatamente le proprie operazioni. Poi c’è chi ha inventato una piattaforma che aiuta gli studenti a trovare in maniera pratica e veloce il giusto tutor per lezioni private, sia di materie universitarie che scolastiche. E gli esempi potrebbero continuare. Alcuni di loro hanno già clienti istituzionali come il Comune di Roma o di Firenze, Trenitalia, l’Ospedale israelitico. Con meno di 25 anni e un diploma di laurea conseguito da poco, a tenere in mano le redini di queste imprese in progress, sono i giovani futuri imprenditori dell’università Luiss-Guido Carli, che nell’aprile del 2013 ha inaugurato, nella Capitale, Luiss EnLab, il primo incubatore di start-up all’interno della stazione Termini.

«Un’enorme opportunità – afferma il direttore generale dell’ateneo, Giovanni Lo Stortoche garantisce agli studenti, non solo della Luiss ma anche di altre università comprese quelle straniere, un luogo in cui è possibile dare un corpo e una sostanza alle idee e alla creatività». Un acceleratore d’impresa, unico a Roma e in Italia, realizzato all’interno di una stazione ferroviaria, messo in campo da un’università che ha capito, in sostanza, come alla formazione «è necessario – continua Lo Storto – affiancare un orientamento al lavoro fin dall’inizio del percorso di studi». Ben 1.500 metri quadri all’interno dei quali operano circa 30 start-up che hanno dato lavoro, in un anno e mezzo, a oltre 300 ragazzi selezionati sulla base di un progetto. Sostenuti economicamente e incoraggiati dalle contaminazioni con altri giovani e investitori, hanno plasmato quelle che all’inizio erano solo idee scritte sulla carta.

Convinti del fatto che il sogno del posto fisso sia ormai diventato un traguardo secondario, rispetto all’esigenza di creare formazione pratica, applicata, creativa e continua, la Luiss ha deciso di insistere sulla strada della ricerca di opportunità, riscoprendo dei valori, in parte, dimenticati dalle odierne generazioni. «Come il principio di attesa per gli esiti di un lavoro alla manualità pratica che porta in sé fatica e sforzo», puntualizza Giovanni Lo Storto. Per questo è nato, nel 2014, anche Volontariamente, un progetto che permette agli studenti di conseguire crediti formativi per la laurea attraverso il lavoro con associazioni di volontariato, nelle carceri femminili, nei terreni confiscati alle mafie, come quello di San Giuseppe Jato in Sicilia dove al fianco delle cooperative sociali, gli studenti Luiss hanno lavorato la terra nei vigneti e nei campi agricoli. E su questa scia, il 26 novembre l’università ha inaugurato il primo orto botanico nella sede di viale Romania.

Un orto condiviso al fianco del quale si svilupperanno iniziative didattiche e operative per creare professionalità senz’altro utili nel futuro, dal momento che la Commissione europea ha stimato oltre 580mila nuovi posti di lavoro in questo settore. E ancora, il progetto Energia esperta «Un ponte tra generazioni», lo definisce il direttore generale Luiss Giovanni Lo Storto «in cui manager o dirigenti che hanno perso il posto di lavoro potranno unirsi alle start-up dell’ateneo, diventando imprenditori di sé stessi e degli studenti».

FONTE: Il Messaggero – Cronaca di Roma
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