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Auro Palomba: “Pirelli dice addio ai tedeschi”

Fra Pirelli e Continental è rottura. Il consiglio d’amministrazione della società di Piazzale Cadorna ha ufficializzato ieri pomeriggio quello che ormai era diventato un segreto di Pulcinella, tanto che nell’ultima settimana il titolo Pirellona aveva perso in Borsa il 10%. D’accordo con i tedeschi, dicono i vertici della società milanese, si è deciso di porre fine ai colloqui su una possibile integrazione delle rispettive attività pneumatici o su una qualsiasi collaborazione fra i due gruppi. Il fallimento è attribuibile al critico momento del settore in tutto il mondo. Ma la separazione non è certo indolore per la Pirelli, che aveva concentrato i propri sforzi negli ultimi due anni proprio su questa operazione, che sembrava concludersi con successo non più tardi dello scorso mese di maggio. Il gruppo milanese si impegna in fatti a rifondere gli altri azionisti con cui aveva portato assieme la battaglia tedesca. Mettendo insieme questa cifra alle minusvalenze sui titoli in portafoglio (Pth terrà il proprio 5%). per il gruppo la perdita è di 350 miliardi. Ma il dato più allarmante è un altro e riguarda il bilancio della Pirelli Spa che si chiuderà nel ’91 in “rosso” per 670 miliardi di lire.

A questo dato si arriva sommando ai 350 miliardi dell’operazione Conti, 100 miliardi di perdita da gestione ordinaria e 220 dovuti a costi e stanziamenti per ristrutturazioni. Questi ultimi capitali fanno parte di un più ampio piano, che si articola in quattro punti, varato sempre ieri dal consiglio, e che si propone di riportare in utile il gruppo nel ’92. Li riassumiamo: 220 miliardi quest’anno e il prossimo per la ristrutturazione, un piano di dismissioni che dovrà permettere la riduzione dell’indebitamento di 1.000 miliardi, in cui sarà ceduto l’intero settore Prodotti Diversificati; un aumento di capitale, già approvalo dal consiglio della Pirellina, fino a un massimo di 526 miliardi; infine un piano di finanziamento a medio termine, organizzato da Mediobanca, per 1500 miliardi. Questa serie di interventi straordinari mobilizzerà risorse per oltre 2.000 miliardi e finanziamenti per 1.500. Una volta compiuti tutti questi passi, secondo il consiglio d’amministrazione i mezzi propri del gruppo dovrebbero ammontare a circa 3.150 miliardi di lire, e i debiti ridursi a 2.100 miliardi.

Con i tedeschi c’è poco da scherzare. Anche la Pirelli lo ha dunque imparato a proprie spese, quando i giochi sembravano risolti proprio a favore dell’azienda milanese. Non più tardi dello scorso maggio il cavaliere Leopoldo sembrava aver vinto la battaglia di Germania, costringendo alle dimissioni il suo nemico più ostico, quelli Horsl Urban che da presidente del consiglio di sorveglianza della Conti aveva fatto di tutto per impedire l’alleanza con gli italiani. Ma le vie di Germania sono sempre lastricate di problemi, e a queste difficoltà si sono aggiunte quelle congiunturali, che in due anni hanno mutato completamente lo scenario di fondo, e tolto ogni senso alle alleanze fra i due gruppi. Si ha ora un mercato delle auto in crisi, e di conseguenza pagano anche i produttori di pneumatici. Le perdite di settore pesano per la Pirelli più degli utili del comparto Cavi e di quello Prodotti diversificati, che verrà ora presto ceduto. Ancora una volta in aiuto è accorsa Mediobanca, ma non è sufficiente per impedire di chiudere un ’91 disastroso. Tutto questo, a soli tre anni dal fallimento della scalata alla Firestone, Leopoldo Pirelli dovrà spiegare nella conferenza stampa convocata per oggi pomeriggio.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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