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Auro Palomba: “La cassaforte di Agnelli fa quadrato”

Nessun colpo di scena all’assemblea della Giovanni Agnelli & C, società in accomandita che controlla attraverso l’Ifi la maggioranza della Fiat. I soci hanno votalo come previsto il bilancio 90-91 chiuso lo scorso 31 ottobre, e hanno autorizzato il consiglio ad acquistare azioni proprie fino n un massimo di 2 milioni di azioni, pari all’1% del capitale. Il dividendo che verrà distribuito agli azionisti ammonta a 18,9 miliardi di lire. In sede straordinaria l’assemblea ha inoltre votato una modifica dell’articolo 10 dello statuto per permettere ai soci accomandatari di conservare tale ruoto anche dopo il compimento dei 75 anni, quando vi sia l’approvazione dell’assemblea ordinaria e il consenso della maggioranza degli altri soci. Nei giorni precedenti erano circolate voci sulla possibilità che il principe Karim Aga Khan (socio solo privilegiato) decidesse di uscire dall’accomandita, e anche l’annuncio di Gianni Agnelli che il suo successore sarà il fratello Umberto, avevano coricato d’attese l’assemblea di ieri. Nulla si è invece verificato, e l’adunanza sì è risolta in brevissimo tempo. La decisione di votare l’autorizzazione al “buy-break” è comunque un paracadute in caso che qualcuno dei soci decida di Vendere. L’eventuale riacquisto di azioni proprie potrà avvenire a un prezzo che varia fra un minimo di 1.000 e un massimo di 8 mila lire. La Giovanni Agnelli & C è da considerare la “cassaforte” del gruppo, e i soci sono solo i componenti della famiglia, oltre a Franzo Grande Stevens. Cesare Romiti e Gian luigi Gabetti con un’azione ciascuno. La società controlla oltre l’80% delle Ifi ordinarie, oltre al 10% delle Ifint privilegiate.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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