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Auro Palomba: “Nasce il gigante dell’agroindustria”

Una società con la mente in Italia e il cuore a Parigi, che unisce tutte le attività agroindustriali della Ferruzzi. È il progetto pensato dagli azionisti e i manager del gruppo ravennate che verrà presto esaminato dai consigli d’amministrazione di Eridania e Beghin-Say, le due società oggetto della riorganizzazione. «Vogliamo una holding a livello europeo perché l’attuale situazione di sdoppiamento pone qualche problema operativo -, spiega Renato Picco, presidente dell’Eridania e vice presidente di Montedison -, e quindi intendiamo realizzare un programma che avevamo in animo da tempo, e che renderà di più facile interpretare la nostra società. Avremo quindi vantaggi sia dal punto di vista economico che di lettura da parte del mercato e degli azionisti». L’operazione è piuttosto complessa, e porterà a un profondo cambiamento dello schema organizzativo della Ferruzzi. Le attività agroindustriali verranno raggruppate nella Beghin-Say, società con sede a Parigi controllata al 60% dall’Eridania. Eridania apporterà infatti nella Beghin-Say, che cambierà nome in Eridania/Beghin-Say, a fronte di un aumento di capitale realizzato in natura, tutte le sue attività industriali, e in particolare il settore zucchero, che rappresenta il 57% della produzione italiana e il 6,5% di quella comunitaria, e il 30% di Cerestar, di cui Beghin-Say già detiene la restante percentuale.

Una volta eseguito questo apporto, Eridania prenderà la denominazione di Finanziaria Agroindustriale. Quest’ultima assumerà il ruolo di holding finanziaria, e deterrà una partecipazione del 75-80% del capitale di Eridania/Beghin-Say. Questa quota è infatti in linea, secondo il gruppo Ferruzzi, con le valutazioni che attualmente il mercato attribuisce alle due imprese. Chiari i vantaggi del matrimonio fra le due società: scompariranno le duplicazioni delle strutture, che comportano difficoltà di natura contabile, fiscale, di consolidamento, di analisi dei risultati da parte della comunità finanziaria con le conseguenti differenze di apprezzamento da parte del mercato mobiliare. Vi sarà inoltre più facilità di autofinanziamento, con i dividendi che andranno, una volta terminato il progetto, direttamente alia Montedison. Eridania/Beghin-Say avrà sede a Parigi, ma è intenzione del gruppo Ferruzzi tenere riunioni annuali a Genova, dopo le assemblee di bilancio che si svolgeranno nella capitale francese, per spiegare anche agli azionisti italiani i programmi dell’azienda. I dividendi fluiranno più facilmente alla Montedison in quanto il successivo passaggio del progetto chiama in causa i piccoli azionisti dell’attuale Eridania, ai quali la Ferruzzi proporrà, nell’ambito dì un’Offerta pubblica di scambio (Opa), di ricevere azioni Eridania/Beghin-Say, diventando così azionisti diretti della holding operativa delle attività agroindustriali del gruppo.

L’Offerta di scambio dovrebbe comportare anche un sostanziale aumento della liquidità del titolo Eridania/Beghin-Say, di cui in ogni caso il gruppo Ferruzzi intende mantenere una quota pari almeno ai 50% del patrimonio, e una più elevata maggioranza in termini di diritto di voto. È probabile che, una volta andata in porto l’Opa, la Finanziaria Agroindustriale venga tolta dal mercato azionario, in quanto controllata interamente dal gruppo Ferruzzi, attraverso la Montedison. Al suo posto verrà infatti quotata anche alle Borse di Milano e Genova. l’Eridania Beghin-Say, attualmente già presente nei listini di Parigi, Ginevra e Zurigo, al fine di garantire la negoziabilità del titolo anche in Italia. Con Eridania Beghin-Say nasce dunque un vero e proprio colosso europeo dell’agroindustria. Oltre al 14% del mercato dello zucchero continentale. Avrà inoltre il 34% dell’amido e il 20% degli oli. Per quanto i cosiddetti consumer, la quota sarà del 22% in Francia e del 28% in Spagna. La società sarà a sua volta articolata in sei sub-holding, delle quali deterrà il 100%.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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